In Italia l'impiego del CDR-Q è possibile nei seguenti casi:
- cementifici, per un utilizzo in co-combustione con carbone o petcoke (nel bruciatore principale e secondariamente nel pre-calcinatore);
- centrali termoelettriche alimentate a carbone, per un utilizzo in co-combustione e quelle alimentate ad olio combustibile, ad orimulsion ed anche a carbone per un utilizzo previa gasificazione.
Per gli utilizzatori industriali, il CDR-Q si presenta come una valida e sperimentata alternativa ai combustibili fossili tradizionalmente impiegati.
Inoltre l'impiego del CDR-Q permette di:
- assorbire oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, pari a circa il 40% della produzione nazionale, oltre a ridurre lo smaltimento in discarica in misura superiore al 50%;
- superare la media europea di recupero energetico da rifiuti pari al 27%;
- ridurre di circa 10 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica (CO2) da combustibili fossili;
- contribuire in misura significativa al raggiungimento dell'obiettivo di produzione di energia elettrica da Fonti Energetiche Rinnovabili (F.E.R.), posto dalla Direttiva Europea 2001/77/CE;
- soddisfare l'obbligo delle Centrali Termoelettriche di generare Certificati Verdi alle condizioni più economiche;
- migliorare le emissioni dai camini degli utilizzatori, contribuendo all'abbattimento delle emissioni di NOx, SOx e CO.
Ultima revisione: martedì, 27. settembre 2011